Bologna, Festa internazionale della storia: una Tavola Rotonda sul giornalismo sportivo come testimone di una società che cambia

Festa internazionale della storia

 

Il giornalismo sportivo fa storia, è al centro della storia. Lo sarà martedì 21 ottobre alle 9.30 preso la Biblioteca dell’Archiginnasio, Piazza Galvani 1 a Bologna, dove si potranno ascoltare le testimonianze di esperti del settore quali: Stefano Martelli, sociologo dello sport dell’Università di Bologna, Giancarlo Marocchi, ex calciatore ora commentatore televisivo, Renato Villalta, ex cestista e attualmente presidente della Virtus Pallacanestro Bologna e i giornalisti Furio Zara, Alberto Bortolotti, Adalberto Bortolotti e Matteo Fogacci.

Insieme, racconteranno l’importanza di questa professione e la sua rilevanza storico-sociale per il nostro Paese, senza tralasciare gli scenari futuri. Questa Tavola Rotonda si inserisce all’interno dell’undicesima edizione della “Festa internazionale della storia“, evento che è ormai diventato un appuntamento fondamentale tra le manifestazioni culturali sotto le Due torri. Tema portante di questa edizione sarà la storia come “faro dell’umanità”, in omaggio alla lezione del grande storico francese Jacques Le Goff, di recente scomparso, che amava Bologna e al cui insegnamento la manifestazione si ispira.

Di seguito riporto una breve anticipazione, rilasciata dal Prof. Stefano Martelli, sull’intervento che egli farà alla Tavola Rotonda “Lo sport fa storia”, che si svolgerà martedì, 21 ottobre.

  1. Lo sport fa storia”: non le pare un titolo un po’ pretenzioso?

Tutte le tavole rotonde e le manifestazioni di questa 11° edizione del Festival della storia riprendono questa tesi: gli organizzatori del Festival –i Colleghi prof. Rolando Dondarini e Beatrice Borghi, stimati membri del mio Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni M. Bertin” dell’Alma Mater, in questo modo hanno voluto evidenziare che la storia quotidiana ha molti protagonisti, a volte minori e trascurati rispetto ai condottieri e ai capi di stato. In realtà la storia dell’umanità è un intreccio complesso, e lo sport ne è un filo umile e popolare, ma tenace e di crescente spessore.

  1. I giornalisti sportivi si limitano a prendere atto dei fatti storici o –come afferma il titolo della tavola rotonda– fanno la storia dello sport?

In realtà i protagonisti di questa straordinaria istituzione della modernità che è lo sport competitivo sono numerosi: attorno ai campioni e alle squadre vittoriose si scorgono all’opera allenatori, medici sportivi, tecnici e preparatori atletici, manager e proprietari delle squadre, e molti altri ancora. I giornalisti sportivi che narrano le loro gesta al grande pubblico possono pensarsi come semplici cronisti, o tentare di interpretarle e di conferire ad esse un significato. Se ci riescono, tramutano i campioni in eroi popolari e costruiscono la storia dello sport.

  1. I giornalisti sono obiettivi o invece sono faziosi, un po’ di parte?

I giornalisti sportivi fanno la storia dello sport, ma sono immersi nella società che tutti contribuiscono a produrre: quindi anch’essi sono condizionati dalle ideologie del tempo in cui vivono e scrivono. Lo SportComLab dell’Alma Mater da tempo fa ricerche sui grandi eventi sportivi e pure sugli stili dei giornalisti nel narrarli al grande pubblico. Ad es. nel 1934, nel corso della Coppa del Mondo di calcio svoltasi in Italia, le cronache delle partite si erano allineate alla propaganda del regime, e ripeteva l’ideologia corrente, cioè che l’Italia vinceva perché il Partito nazionale fascista aveva trasformato un popolo imbelle in una nazione di combattenti. Nel 1990 i Mondiali di calcio FIFA, organizzati da una Italia, divenuta nel frattempo repubblicana e democratica, furono commentati da giornalisti Tv che si ispiravano ai canoni di obiettività e universalismo propri del modello BBC.

  1. E oggi? Se l’Italia ospitasse una nuova edizione dei Mondiali di calcio FIFA, che stile giornalistico caratterizzerebbe le telecronache dai campi di gioco?

Questo lo si dovrebbe chiedere ai giornalisti sportivi di oggi. Mi pare che la svolta degli ultimi anni sia caratterizzata da stili “post-moderni”, quali il giornalismo fazioso, o quello spudoratamente “di parte”, che talora fa proprie le grida dei tifosi ultrà dell’una o dell’altra squadra. Telecronache “partigiane” sarebbero però incomprensibili per un pubblico a livello nazionale o europeo, e rischierebbero di essere “scavalcate” dal “popolo della rete”, che, armato di smartphone e tablet, offrirebbe le “proprie” telecronache. Se il nostro Paese ospiterà nei prossimi anni un’edizione dei Mondiali FIFA, di certo il racconto di ciascuna partita si frantumerà in mille versioni diverse!

 

Informazioni sempre aggiornate su attività ed eventi nelle Scienze dello Sport dell’Università di Bologna si possono trovare nel sito web dello SportComLab dell’“Alma Mater” all’indirizzo: http://www.sportcomlab.it.

Stefano Martelli

Ordinario di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi

presso i Corsi di Studio in Scienze Motorie dell’Università degli studi di Bologna “Alma Mater Studiorum”

Responsabile dello SportComLab-Centro Studi e Ricerche del Dip. di Scienze dell’Educazione “G.M.Bertin”

Per ulteriori informazioni riguardanti l’evento è possibile contattare il Dott. Alberto Basalù: vocescienzemotorie@unibo.it

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