Il Mondiale delle meraviglie: da “ITALIA’90” all’Italia di oggi Trasformazioni di calcio, media e società nel Bel Paese

Bologna, 20 .07.2015
È trascorso un quarto di secolo dagli ultimi Mondiali di calcio svoltisi in Italia. Solo gli adulti lo ricordano, molti giovani non erano ancora nati o erano piccolissimi quando negli stadi del Bel Paese si giocò “ITALIA ‘90”. Perché allora riparlarne?
Perché tre Dipartimenti universitari -Scienze sociali ed economiche dell’Università di Roma “La Sapienza”, Scienze umane sociali e della salute dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale, e Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”- hanno promosso un Convegno di studi a Roma, il prossimo 20 novembre, nel XXV anniversario di ‘ITALIA ‘90”.
Il Mondiale delle meraviglie. Soprattutto televisive: per la prima volta la mondovisione tramutò il video casalingo in una sorta di specchio magico, che forniva in diretta quotidiana gli eventi sportivi in vertiginosa accelerazione. Di fatto imponendo un radicale mutamento dei palinsesti televisivi, per far fronte alle nuove e crescenti aspettative di comunicazione sportiva. Trasmissioni come Galagoal, nata per seguire le gesta della Nazionale di calcio, riscosse picchi di audience impensabili, grazie alla conduttrice Alba Parietti ed al suo sgabello, che per la prima volta sancì l’alleanza fra calcio e intrattenimento. Fuori più che dentro il campo. Non a caso, “ITALIA ‘90” fu l’ultimo Mondiale che ammise il retropassaggio al portiere per far trascorrere il tempo….
Il Mondiale giocato in Italia avrebbe dovuto servire da spartiacque, sancire il secondo tempo delle magnifiche sorti e progressive per il Bel Paese, allora visto come un transatlantico la cui prua andava a solcare notti oceaniche, animata da uno sviluppo industriale da grande potenza economica. Direttore generale del Comitato organizzatore dei Mondiali di calcio fu Luca Cordero di Montezemolo, cui si chiese di rinnovare la scia di successo delle imprese di Azzurra all’America’s Cup. Entusiasmo, l’occhio spiritato di Totò Schillaci, le notti magiche, ma anche la delusione della finale mancata in quel pomeriggio da psicodramma che fu la partita Argentina-Italia, giocata a Napoli con Maradona pomo della discordia fra tifosi.
Un Mondiale controverso: fra le imprese deludenti della Nazionale italiana e la pubblicazione di un “Manuale per sopravvivere al Mondiale”. Fu una sorta di prova generale di fatti e misfatti del Bel Paese –oggi oramai notizie fin troppo frequenti: incubatore di scandali, improvvisazioni, sperperi, “cattedrali nel deserto”, opere incompiute, “morti bianche”, et similia. Un’occasione mancata, “ITALIA ‘90”. Purtroppo, un punto di non ritorno nelle relazioni fra calcio e malaffare. Storie di tutti i giorni nel Bel Paese, su cui non è mai troppo tardi riflettere e proporre alternative di sviluppo e civiltà…
Di questo e altro si parlerà nel seminario pluridisciplinare e internazionale che si svolgerà a Roma il 20 novembre: sono già previsti una ventina di interventi, con relatori di diversi Paesi. Tutti disposti non tanto a ricordare, quanto a rileggere e ad interpretare un grande evento sportivo che, come una cartina di tornasole, oggi consente di capire le trasformazioni avvenute in Italia negli ultimi anni.
E’ possibile ancora presentare una proposta di intervento al Convegno romano, scrivendo entro il 30 luglio una email, con allegato un abstract non più lungo di 300 parole, agli organizzatori (Nicola Porro: nicolaporro@gmail.com e Stefano Martelli: s.martelli@unibo.it).
Dopo l’estate si fornirà il programma definitivo e si forniranno ulteriori particolari sull’evento.

Informazioni su attività ed eventi nelle Scienze dello Sport dell’Università di Bologna si possono trovare nel sito web dello SportComLab dell’“Alma Mater” all’indirizzo: http://www.sportcomlab.it.
Stefano Martelli
Ordinario di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi
presso i Corsi di Studio in Scienze Motorie e in Scienze dell’Educazione, Università di Bologna “Alma Mater Studiorum” – Responsabile dello SportComLab-Centro Studi e Ricerche del Dip. di Scienze dell’Educazione “G.M.Bertin”

Referente per l’evento: Dr.sa Silvana Porro (mail: edu.sportcomlab@unibo.it; tel.: 051.2091625).

2 allegati sull’offerta formativa dell’Uni.Bologna “Alma Mater Studiorum” nel campo delle Scienze Motorie:
A) Le Scienze Motorie all’Università di Bologna “AMS”
Sono quattro i Corsi di studio che formano i nuovi professionisti nel campo delle Scienze dello Sport e dell’Attività fisica, nell’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”. Sciolta ex lege 240/2010 la Facoltà di Scienze motorie, la quale nel 1998 aveva raccoltò l’eredità del precedente ISEF (Istituto superiore di Educazione fisica), al tempo stesso trasformandolo in un vero e proprio percorso formativo universitario, dal 15 ottobre 2012 le funzioni della disciolta Facoltà sono passate alla School in Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie e pure al Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, con sede a Rimini. Saranno tali strutture ad assicurare la formazione dei nuovi scienziati del movimento umano nell’Università più antica del mondo.
L’offerta formativa dell’Alma Mater nel campo delle Scienze Motorie è stata profondamente rinnovata negli ultimi anni, sia negli aspetti organizzativi, sia di contenuto, con l’istituzione di nuovi corsi di studio e con la rimodulazione degli esistenti. Nel presente A.A. 2013-2014 al 1° livello degli studi universitari è attivo il nuovo Corso di studio in SAMS-Scienze delle Attività motorie e sportive, che è presente nelle due sedi (Bologna e Rimini); il SAMS è un CdL a numero programmato (220 posti nel capoluogo, 110 nella città romagnola).

Al termine del triennio i laureati potranno iscriversi a uno dei tre seguenti Corsi di Laurea Magistrale, con sede a Bologna i primi due, e a Rimini il terzo:
1. Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata (STAMPA);
2. Scienze e Tecniche dell’Attività Sportiva (STAS);
3. Management per le Attività motorie e sportive (MAMS).
Le Scienze motorie comprendono un ampio campo di discipline aventi per obiettivo la conoscenza del corpo umano in movimento in tutti i suoi aspetti: dalle basi biologiche della motricità, alle tecniche di allenamento negli sport; dalle attività fisiche praticate a scopo ludico, a quelle mirate al ripristino e al mantenimento della forma e della salute fisica; dal raggiungimento di elevati livelli di prestazione nell’agonismo, al mantenimento o al recupero della motricità sia nei soggetti normali sia in persone anziane ovvero portatrici di handicap. In questo campo sono inoltre incluse tutte quelle conoscenze collaterali necessarie all’educazione alla motricità e all’organizzazione socio-economica delle attività e degli eventi sportivi.
La finalità dei Corsi di studio in Scienze Motorie dell’Alma Mater è quella di acquisire e trasmettere ai giovani conoscenze approfondite nei vari campi delle attività motorie dell’uomo, per far fronte alla sempre maggiore richiesta sociale di competenze professionali in materia di fitness, di wellness e di sport competitivo (a livello professionale o amatoriale).

B) Dati statistici sul gradimento dei Corsi di Studio in Scienze Motorie da parte degli studenti

Secondo i risultati dell’ultima indagine (2014) condotta dal Censis-la “Repubblica” sul gradimento dei sul gradimento dei Corsi di laurea in Italia, i Corsi di studio [CdS] in Scienze motorie dell’Alma Mater sono tra i più apprezzati a livello nazionale. L’87,8% dei laureati a Bologna risulta infatti complessivamente soddisfatto del proprio Corso di studi, contro una media nazionale nei Corsi similari di altre Università dell’85,3%.
Nel 1° anno i complessivamente soddisfatti della qualità dell’insegnamento ricevuto sfiorano il 92%, contro una media nazionale dei Corsi di studio in Scienze motorie dell’85,3%. Il livello di soddisfazione dichiarato è elevato: chi ha risposto al questionario Almalaurea (l’80% dei 210 laureati fra CdS triennali e CdS magistrali) dà un giudizio sui Corsi di studio in Scienze Motorie decisamente positivo, sia rispetto a chi si è laureato in altre sedi, sia rispetto ai laureati triennali delle altre Facoltà di Bologna.
Altri risultati positivi sono i seguenti. L’età media dei laureati nei quattro CdS in Scienze Motorie a Bologna è di 25,8 anni rispetto una media generale degli atenei italiani di 27,1 anni. Più di un quarto si è laureato a meno di 23 anni (27,6%,) e altrettanti si sono laureati in un’età compresa tra i 23 e i 24 anni (27,6%); solo l’ultimo quarto si è laureato a più di 27 anni, ma tra questi vi sono numerosi laureati Magistrali (22,4%). In altri termini oltre due laureati su cinque si sono laureati in corso di studi (44,8%) e un altro quinto lo ha fatto entro il 1° anno fuori corso. Quasi uno studente su cinque iscritto a un Corso di Studi in Scienze Motorie presso l’Università di Bologna AMS ha usufruito di borse di studio (19,6%), e il 3,6% ha trascorso periodi di studio all’estero usufruendo di una borsa Erasmus o di un altro programma dell’Unione europea.
Altro dato da mettere in rilievo è la frequenza molto elevata di occasioni professionali già nel corso degli studi universitari in Scienze Motorie: il 93,5% dei laureati presso l’Alma Mater ha lavorato in varie forme e a vario titolo in strutture sportive già nel corso degli studi, contro il 74,5% delle altre sedi.
In questo quadro gli studenti intervistati si dichiarano decisamente soddisfatti del corso di studi frequentato, tanto da considerare favorevolmente l’idea di iscriversi nuovamente all’Università di Bologna AMS nello stesso corso di studi per il 66,1%, e solo nel 4,8% allo stesso corso di studi ma in un’altra Università. Ben 7 laureati su 10 dichiarano poi di voler proseguire gli studi (70,2%), nella maggior parte dei casi iscrivendosi ad uno dei 3 Corsi di laurea Magistrale in Scienze Motorie offerti nelle sedi di Bologna e Rimini (30,4%), ma anche a un’ulteriore laurea triennale (12,5%), a Scuole di specializzazione post-laurea (3%), a Master universitari o a corsi di perfezionamento (8,4%) o ad altre attività di qualificazione professionale (organizzati dal CONI o altri enti) (13,1%).
Inoltre, come emerge dalla XVI Indagine sulla condizione occupazionale e formativa dei laureati effettuata dal Consorzio AlmaLaurea (2014), i laureati in Scienze Motorie presso l’Università di Bologna AMS ad un anno dal conseguimento del titolo di 1° livello risultano occupati per il 78%, più frequentemente le donne (80,3%) degli uomini (76,5%). La gran parte (68,7%) ha proseguito il lavoro che aveva iniziato mentre studiava, e un altro 18,3% ha trovato lavoro entro un anno dalla laurea; il restante 13% ha cambiato dopo la laurea il lavoro che aveva iniziato prima di laurearsi.
Quasi i due terzi dei laureati in Scienze Motorie ha trovato lavoro nel privato (64,9%), i restanti si distribuiscono tra pubblico (22%) e non profit (13%). Il guadagno mensile netto non è alto (685 euro al mese, in media), e i maschi più frequentemente vengono retribuiti in misura più elevata (736 euro, contro i 609 delle femmine). Oltre due laureati su cinque (42,2%) hanno notato miglioramenti nel proprio lavoro dovuti alla laurea conseguita.
In breve la Laurea in Scienze Motorie rilasciata dall’Università di Bologna è stata efficace nell’inserimento nel mercato del lavoro a un anno dalla laurea di 1° livello per il 48% degli iscritti, e un ulteriore 23,8% lavora e al tempo stesso prosegue negli studi, essendosi iscritto alla Laurea Magistrale; solo il 23% cerca ancora lavoro. Ciò a fronte di una media nazionale rispettivamente del 29,3%, del 15,1%, e del 39,7%. A tre anni dalla laurea l’efficacia del titolo è salita al 58% [Rapporto 2014: 134 ss.].
Per conoscere l’offerta formativa ed ulteriori informazioni sui Corsi di Studio in Scienze Motorie dell’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum” è possibile visitare il sito internet della Scuola di Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie, all’indirizzo: http://www.farbiomot.unibo.it/it.

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