Oltre il pallone: Linee di sviluppo di una squadra e di una città La Sociologia dello Sport al servizio dei cittadini e dei tifosi rossoblù

Bologna,  12/11/15

Scriveva J. Luis Borges che, laddove c’è una palla che rotola, lì inizia la storia del calcio. Ciò vale non solo per una città come Bologna, che vanta più di un secolo di storia scritta dal suo club calcistico, il BFC 1909; vale anche per i sogni e i progetti da realizzare, che nascono dai cittadini attratti da una palla che rotola.

In quest’ottica abbiamo intervistato il Dott. Marco Bonazzi, sociologo, esperto di terzo settore e associazionismo, e impegnato da tempo nell’associazione ‘Futuro rossoblù’ a sostenere la crescita sportiva e sociale della città. Con lui è stato naturale raccontare la storia della città di Bologna e della sua squadra, parlare del club identificandolo come un vero e proprio patrimonio della città importantissimo per far crescere la memoria collettiva, aumentare il carattere sociale e la funzione integratrice del calcio. Tutti ingredienti che troviamo in un importante progetto – “Linee di sviluppo per il Bologna” – elaborato da Bonazzi, che con tale iniziativa vuole accompagnare il “sogno americano”, iniziato in città con l’arrivo di Tacopina e Saputo. È per questo che lo abbiamo raggiunto telefonicamente ponendogli alcune domande.

 

1) Come può la sociologia aiutare il rilancio del Bologna Calcio? Ho saputo che il suo progetto si basa sullo schema AGIL: cos’è  e come si applica?

“Come appassionato di calcio, il mio scopo è di coinvolgere nel progetto, giovani, adulti, tifosi e simpatizzanti. L’obiettivo è sostenere economicamente il club, perché non basta una squadra forte, ma bisogna lavorare sul territorio, fare battaglia commerciale. Oggi le “aziende” squadre calcio hanno main sponsor, perché la loro importanza risiede nel potere economico prima che nei risultati. Per quanto riguarda lo schema Agil, l’ho scelto perché lo studio dal 1998, anno in cui mi sono laureato in Sociologia con il Prof. Donati, l’ho approfondito e adattato anche per un progetto socio- sanitario. Con esso, si mette in evidenza il quarto settore e si crea un rapporto tra famiglia e solidarietà primaria. Si coinvolgono più realtà, esattamente come avviene nelle associazioni di volontariato (ad esempio le Misericordie in Toscana), le quali operano facendo rete e così meglio fornire beni relazionali.

2) Dove ha scelto di diffondere il progetto? Le scuole sono incluse? Si potrebbero anche coinvolgere gli studenti universitari?

“Si vuol diffondere il progetto nelle scuole valutando la fascia d’età per scelte di consumo. Solitamente si sceglie il calcio intorno ai 6-7-8 anni di vita, quindi bisognerebbe entrare in contatto già con i bambini delle scuola Primaria. Oggi, purtroppo, il Bologna Football Club 1909 va nelle aule senza un’idea di continuità, senza creare un rapporto con i “piccoli” cittadini e tifosi ma in modo estemporaneo, si presenta negli istituti senza ritornarvi. In realtà, si dovrebbe andare nelle scuole assieme ai rappresentanti dei tifosi, con banchetti all’esterno (vendendo gadget a basso costo o addirittura gratis), così da fare un sondaggio fra gli studenti chiedendo loro per quale squadra tifano. Anche l’Università potrebbe entrare nel programma, i professori potrebbero tenere lezioni sulla storia del BFC 1909, illustrare il valore sociale dello sport, sviluppare una ‘cultura dello sport’ capace di andare ‘oltre la cronaca’ per ispirare stili di vita attivi. Questi interventi aiuterebbero a costruire nei ragazzi una memoria collettiva, cosa che il Bologna non ha oggi.

Si pensi al fatto che i diritti televisivi vengono distribuiti alle squadre di serie A che hanno vinto scudetti solo nel dopoguerra; così vengono ‘dimenticati’ 9 scudetti vinti dal Genoa, 6 dal Bologna e altrettanti dal Torino, e le storie di grandi giocatori, come Angiolino Schiavo e Valentino Mazzola. Costruire un percorso locale aiuterebbe i bambini ad apprezzare e a crescere nella realtà cittadina. Diverso è il discorso per gli studenti universitari: il progetto è incentrato sulla città di Bologna ed è, dunque, limitato ai suoi cittadini. Si potrebbe, però, far conoscere il progetto agli universitari che vengono a studiare qui, affinché la diffondano e la applichino nelle loro città.

 

3) Secondo lei quale ruolo hanno i Social Network nella divulgazione della memoria di una squadra? Quale impatto possono avere nell’incrementare il numero di tifosi?

I Social sono importanti perché garantiscono la comunicazione. Il Bologna FC 1909, oggi, non parla ai tifosi, ma è autoreferenziale… Basta guardare la campagna degli abbonamenti, si è svolta in sordina, senza una logica promozionale; non c’è stata neppure una presentazione ufficiale, ma solo un post sul sito internet. Un sito che, inoltre, è scritto solo in italiano e che invece avrebbe bisogno almeno di una traduzione in lingua inglese. Come la comunicazione in azienda dovrebbe soddisfare il modello bottom-up completando il top-down, ovvero connettere il vertice aziendale con i clienti o gli utenti, così il Bologna FC 1909 dovrebbe parlare ai propri tifosi, e questi con la dirigenza del club.  Non si può fare marketing nel calcio con una proposta, che è priva di un canale di comunicazione con la tifoseria. Diversificare l’offerta e non omogeneizzarla può attrarre un maggior numero di appassionati. É importante fare una scelta di semplicità evitando complessità nella comunicazione. La società deve prende in considerazione i feedback dei propri tifosi. Prova ne è una società di serie B come La Spezia: essa usa la comunicazione meglio del Bologna.

 

Questo progetto sarà presentato da Marco Bonazzi agli studenti del Corso di Sociologia generale per la Laurea in SAMS-Scienze delle Attività Motorie e Sportive domani 13 novembre nell’aula ex-Bodoniana, via S. Donato 19/2, Bologna (h. 9-11). L’obiettivo non è solo quello di aiutarli a comprendere come la Sociologia possa ispirare iniziative e progetti per promuovere un territorio e i suoi attori, ma anche quello di “collaudare un sogno e farlo diventare realtà”. Non solo per i tifosi rossoblù, ma per l’intera città di Bologna.

 

Informazioni su attività ed eventi nelle Scienze dello Sport dell’Università di Bologna si possono trovare nel sito web dello SportComLab dell’“Alma Mater” all’indirizzo: http://www.sportcomlab.it.

Stefano Martelli

Ordinario di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi

presso i Corsi di Studio in Scienze Motorie e in Scienze dell’Educazione, Università di Bologna “Alma Mater Studiorum” – Responsabile dello SportComLab-Centro Studi e Ricerche del Dip. di Scienze dell’Educazione “G.M.Bertin”

 

Per ulteriori informazioni riguardanti l’evento è possibile contattare la Dott.sa Silvana Porro: vocescienzemotorie@unibo.it

 

 

2 allegati per saperne di più sull’offerta formativa dell’Uni.Bologna “AMS” nel campo delle Scienze Motorie:

 

  1. A) Le Scienze Motorie all’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”

Sono quattro i Corsi di studio che formano i nuovi professionisti nel campo delle Scienze dello Sport e dell’Attività fisica, nell’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”. Sciolta ex lege 240/2010 la Facoltà di Scienze motorie, la quale nel 1998 aveva raccoltò l’eredità del precedente ISEF (Istituto superiore di Educazione fisica), al tempo stesso trasformandolo in un vero e proprio percorso formativo universitario, dal 15 ottobre 2012 le funzioni della disciolta Facoltà sono passate alla School di Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie e pure al Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, con sede a Rimini. Saranno tali strutture ad assicurare la formazione dei nuovi scienziati del movimento umano nell’Università più antica del mondo.

L’offerta formativa dell’Alma Mater nel campo delle Scienze Motorie è stata profondamente rinnovata negli ultimi anni, sia negli aspetti organizzativi, sia di contenuto, con l’istituzione di nuovi corsi di studio e con la rimodulazione degli esistenti. Nel presente A.A. 2015-2016 al 1° livello degli studi universitari è attivo da tre anni il Corso di studio in SAMS-Scienze delle Attività motorie e sportive, che è presente nelle due sedi (Bologna e Rimini); il SAMS è un CdL a numero programmato (220 posti nel capoluogo, 110 nella città romagnola), a cui si accede tramite una prova di ammissione, che si svolge ogni anno ai primi di settembre.

 

Al termine del triennio i laureati potranno iscriversi a uno dei seguenti tre Corsi di Laurea Magistrale, con sede a Bologna i primi due, e a Rimini il terzo:

  1. Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata (STAMPA);
  2. Scienze e Tecniche dell’Attività Sportiva (STAS);
  3. Management per le Attività motorie e sportive (MAMS).

 

Le Scienze motorie comprendono un ampio campo di discipline aventi per obiettivo la conoscenza del corpo umano in movimento in tutti i suoi aspetti: dalle basi biologiche della motricità, alle tecniche di allenamento negli sport; dalle attività fisiche praticate a scopo ludico, a quelle mirate al ripristino e al mantenimento della forma e della salute fisica; dal raggiungimento di elevati livelli di prestazione nell’agonismo, al mantenimento o al recupero della motricità sia nei soggetti normali sia in persone anziane ovvero portatrici di handicap. In questo campo sono inoltre incluse tutte quelle conoscenze collaterali necessarie all’educazione alla motricità e all’organizzazione socio-economica delle attività e degli eventi sportivi.

La finalità dei Corsi di studio in Scienze Motorie dell’Alma Mater è quella di acquisire e trasmettere ai giovani conoscenze approfondite nei vari campi delle attività motorie dell’uomo, per far fronte alla sempre maggiore richiesta sociale di competenze professionali in materia di fitness, di wellness e di sport competitivo (a livello professionale o amatoriale).

L’obiettivo specifico dei suddetti Corsi di studio è quello di preparare atleti, manager, educatori, ricercatori e professionisti di livello universitario, impegnati in attività finalizzate al raggiungimento e al mantenimento delle migliori condizioni di benessere psico-fisico della popolazione nei vari ambienti, così come quello di sostenere e comunicare le attività sportive a livello agonistico e competitivo.

 

 

  1. B) Dati statistici sul gradimento dei Corsi di Studio in Scienze Motorie da parte degli studenti

 

Secondo i risultati dell’ultima indagine (2015) condotta dal Censis-la “Repubblica” sul gradimento dei Corsi di laurea in Italia, i Corsi di studio [CdS] in Scienze motorie dell’Alma Mater sono tra i più apprezzati a livello nazionale. L’87,8% dei laureati a Bologna risulta infatti complessivamente soddisfatto del proprio Corso di studi, contro una media nazionale nei Corsi similari di altre Università dell’85,3%.

Nel 1° anno i complessivamente soddisfatti della qualità dell’insegnamento ricevuto sfiorano il 92%, contro una media nazionale dei Corsi di studio in Scienze motorie dell’85,3%. Il livello di soddisfazione dichiarato è elevato: chi ha risposto al questionario Almalaurea (l’80% dei 210 laureati fra CdS triennali e CdS magistrali) dà un giudizio sui Corsi di studio in Scienze Motorie decisamente positivo, sia rispetto a chi si è laureato in altre sedi, sia rispetto ai laureati triennali delle altre Facoltà di Bologna.

Altri risultati positivi sono i seguenti.

L’età media dei laureati nei quattro CdS in Scienze Motorie a Bologna è di 25,8 anni rispetto una media generale degli atenei italiani di 27,1 anni. Più di un quarto si è laureato a meno di 23 anni (27,6%,) e altrettanti si sono laureati in un’età compresa tra i 23 e i 24 anni (27,6%); solo l’ultimo quarto si è laureato a più di 27 anni, ma tra questi vi sono numerosi laureati Magistrali (22,4%). In altri termini oltre due laureati su cinque si sono laureati in corso di studi (44,8%) e un altro quinto lo ha fatto entro il 1° anno fuori corso. Quasi uno studente su cinque iscritto a un Corso di Studi in Scienze Motorie presso l’Università di Bologna AMS ha usufruito di borse di studio (19,6%), e il 3,6% ha trascorso periodi di studio all’estero usufruendo di una borsa Erasmus o di un altro programma dell’Unione europea.

Altro dato da mettere in rilievo è la frequenza molto elevata di occasioni professionali già nel corso degli studi universitari in Scienze Motorie: il 93,5% dei laureati presso l’Alma Mater ha lavorato in varie forme e a vario titolo in strutture sportive già nel corso degli studi, contro il 74,5% delle altre sedi.

In questo quadro gli studenti intervistati si dichiarano decisamente soddisfatti del corso di studi frequentato, tanto da considerare favorevolmente l’idea di iscriversi nuovamente all’Università di Bologna AMS nello stesso corso di studi per il 66,1%, e solo nel 4,8% allo stesso corso di studi ma in un’altra Università. Ben 7 laureati su 10 dichiarano poi di voler proseguire gli studi (70,2%), nella maggior parte dei casi iscrivendosi ad uno dei 3 Corsi di laurea Magistrale in Scienze Motorie offerti nelle sedi di Bologna e Rimini (30,4%), ma anche a un’ulteriore laurea triennale (12,5%), a Scuole di specializzazione post-laurea (3%), a Master universitari o a corsi di perfezionamento (8,4%) o ad altre attività di qualificazione professionale (organizzati dal CONI o altri enti) (13,1%).

Inoltre, come emerge dalla XV Indagine sulla condizione occupazionale e formativa dei laureati effettuata dal Consorzio AlmaLaurea (2015), i laureati in Scienze Motorie ad un anno dal conseguimento del titolo di 1° livello risultano occupati per il 36,2%, per l’ulteriore 23,7% al tempo stesso lavorano e studiano essendosi iscritti alla Laurea Magistrale, e per il 24,3% studiano solamente –quindi ad un anno dalla laurea solo il 15,8% circa è inoccupato o cerca lavoro. Ciò a fronte di una media nazionale rispettivamente del 27,7%, del 12,9 %, e del 41,3% [Rapporto 2015: 52, fig. 25].

Inoltre i laureati 2014 in una delle lauree in Scienze Motorie, che hanno risposto positivamente alla domanda sulla soddisfazione per il corso di studio frequentato, sono stati quasi 9 su 10 (87,1%, in crescita rispetto all’anno precedente (+6,2 punti percentuali) e di molto superiore ai corsi della stessa classe a livello nazionale (81,3%). Analogamente, i laureandi che si iscriverebbero allo stesso corso di studio nelle Scienze Motorie dell’Alma Mater sono oltre 7 su 10 (in aumento rispetto all’anno accademico precedente: +0,5 punti) e superano di molto la media nazionale (+7,1 punti %).

Per conoscere ancor meglio l’offerta formativa nell’area delle Scienze Motorie e per ricevere ulteriori informazioni sui Corsi di Studio in Scienze Motorie dell’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum” è possibile visitare il sito internet della Scuola di Farmacia, Biotecnologie e Scienze Motorie, all’indirizzo: http://www.farbiomot.unibo.it/it.

 

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